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...la fotografia Sportiva


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10 Febbrai 2001

REP. DI S.MARINO
2°G.P. S.MARINO
25 marzo 2001

S.MARTINI in STRADA
3°G.P. DE CARLO
1 aprile 2001

 

SARA FELLONI

Ventotto anni. Italiana. 

(vincitrice VARAZZE-SANREMO '99)

Una carriera già molto lunga nonostante l'età.
Una gioventù in cui la parte padrona l'ha fatta la pista dove, al tricolore, stava per aggiungere l'iride (medaglia d'argento nella velocità ai mondiali junior di Mosca), ma anche un titolo italiano su strada. 
Tante volte azzurra fino alla svolta del 1995, quando decise di abbandonare ogni velleità su pista.
Il miglioramento delle prestazioni è sempre stato costante. Fra i suoi successi di spicco quello nel 1997 in una tappa del Giro della Provincia di Pordenone, perché colto alla media di 45,156 kmh che rappresenta il record mondiale per una corsa femminile in linea.
Azzurra su strada a Valkenburg nel '98.
Nel 1999 è partita alla grande vincendo due tappe nello Street Skills Women (Giro della Nuova Zelanda) dove è poi giunta seconda nella generale finale.
Tornata in Europa ha trionfato nella corsa che tutte vorrebbero vincere: la PRIMAVERA ROSA (Milano-Sanremo al femminile). A questa corsa stellare ha poi aggiunto un'infinità di piazzamenti.
A fine anno è stata classificata numero uno d'Italia.
Il suo ruolino nel 2000 ricalca molto quello dell'anno precedente.
Tanti piazzamenti come ormai è suo costume e due vittorie con la stessa metodologia delle precedenti: attraverso regali volate. Sara è sfrecciata prima nella tappa di Crema al Giro d'Italia ed ha vinto l'ultima frazione del Giro di Toscana, nella suggestiva Piazza della Repubblica a Firenze, davanti ad un pubblico tra i più folti dell'intera storia delle manifestazioni ciclistiche femminili in Italia.
Dotata di una progressione formidabile, manca purtroppo di quello scatto al fulmicotone che se fosse stato di suo possesso, l'avrebbe certamente eletta miglior sprinter mondiale. Rimane comunque un'atleta di grande rango internazionale anche perché fra le ruote veloci è quella più completa.
Non si dimentichi che nel Giro del Trentino '99 sul durissimo Bondone seppe giungere sesta fra le italiane, lasciandosi alle spalle atlete che si definiscono scalatrici.


   

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